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La tavola
Storia del bicchiere
Oggi il bicchiere ed il vino sembrano inseparabili: il vino, ma anche altre bevande, si trasportano e si conservano in bottiglia, si bevono in bicchieri di vetro o cristallo.
Ma quando è nato questo binomio inseparabile?
Si ritiene che il primo recipiente con funzione di bicchiere, dopo l'uso delle mani, sia stato il corno bovino e che gli Egizi ed i Persiani se ne servivano per bere, appunto, il vino.
I Romani erano soliti bere in coppe di metallo, almeno fino al I° secolo a.c., periodo verso il quale si fa risalire l'uso del bicchiere soffiato. Attraverso le loro conquiste in Medio Oriente, infatti, i Romani conobbero l'arte vetraria della Siria e ben presto scoprirono quanto più gustoso fosse il vino bevuto nel vetro.
A quei tempi venivano utilizzati bicchieri molto sottili, decorati con scanalature, oppure grandi coppe con elaborate incisioni; il bicchiere cilindrico a fondo piano era invece in uso presso i Galli, mentre i bicchieri Pompeiani erano aperti a "campana" con piede piano tornito.
La produzione, per lo meno degli articoli più preziosi, fu interrotta con la caduta dell'Impero Romano e con le invasioni barbariche; pertanto i vetri romani furono utilizzati fino a completo esaurimento.
A Murano troviamo la più antica testimonianza scritta dell'arte vetraria: è del 982 e si tratta della descrizione di "fiole", ampolle in vetro decorate, destinate alla tavola. Fonti certe fanno risalire al XII secolo l'arte di produrre il vetro in vari colori, nonchè la tecnica di realizzare bicchieri decorati con manici ed applicazioni a caldo.
Nel 1300 è la volta di un nuovo tipo di bicchiere: è grande, con stelo molto alto, più o meno fine, la coppa a tulipano, riservato generalmente alle classi più alte ed alla corte.
Solo nel XV secolo si abbandona il calice e si passa al goblet, che è invece più diffuso ed utilizzato da tutte le classi sociali (il bicchiere rimane, tuttavia, ancora raro, dal momento che, a tavola, due commensali se lo dividono).
Con il Rinascimento tutta l'Europa si civilizza "all'italiana" e le preziose produzioni di Murano vengono esportate presso tutte le corti: tuttavia, questa arte rimane gelosamente difesa ed i suoi segreti celati con disposizioni feroci che impedivano agli operai di lasciare il territorio di Venezia, pena la loro morte e la carcerazione dei parenti.
Il predominio di Venezia manifestò i primi sintomi di crisi nel '700, quando si affermarono in Europa ed America due nuovi tipi di vetro: al piombo (cristallo), scoperto in Inghilterra, e quello al potassio, scoperto in Boemia.
Questi vetri avevano maggiore rifrangenza e peso e, soprattutto, potevano essere molati ed intagliati seguendo i gusti dell'epoca.
Ma è soltanto nel XIX secolo, con l'affermazione della borghesia e dei suoi valori di ricerca del bello e del lusso, che la cristalleria da tavola e l'oggettistica per l'arredamento hanno grande diffusione; in questo periodo si formalizzano i canoni che tuttora vengono utilizzati per l'apparecchiatura della tavola e la degustazione dei vini.
La totale diffusione del bicchiere prende avvio dal dopoguerra, con l'introduzione delle macchine automatiche per la produzione in grandi serie dei vari modelli.
La tavola oggi
E' nell'800 che si formalizzano i canoni di utilizzo di tutti gli articoli per apparecchiare la tavola, dai vari formati di piatti, alle posate, ai bicchieri.
Per degustare il vino è preferibile un calice dalla forma semplice, incolore, sottile.
L'impugnatura del gambo dipende dal vino contenuto: se si tratta di vino bianco è preferibile un gambo lungo che eviti il contatto tra la coppa e la mano che potrebbe alterare la temperatura del vino, mentre per certi vini rossi e corposi, il tepore trasmesso dalle dita può giovare alla liberazione degli aromi.
Tutti i tipi di vino possono essere "assaporati" con l'olfatto: per questo motivo il bicchiere va riempito al massimo per i due terzi e, nel caso di vini particolarmente importanti, anche solo per un quarto. Ciò permette di mantenere racchiuso a lungo il profumo e di rilasciarlo gradualmente eseguendo un movimento rotatorio che ossigena il vino.
La flute è il bicchiere ideale per champagne e spumanti, dall'inconfondibile forma stretta e slanciata che consente di avvolgere ed evidenziarne le bollicine.
Per sorseggiare i liquori si utilizza invece un bicchiere da "conversazione": il "tumbler".
Privo di stelo, facile da reggere, è particolarmente indicato per contenere anche cubetti di ghiaccio.
Il calice "napoleon", largo e panciuto, è invece il classico bicchiere da cognac che può essere utilizzato anche per i grandi distillati maturati in botti e per distillati di frutta (rum, armagnac, calvados ecc.).

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