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Il vetro e l'industria alimentare

Il vetro registrò il suo grande exploit verso la fine del 1600 quando, nella regione dello Champagne, si notò che il vino si conservava meglio in bottiglie di vetro anziché in altri tipi di contenitori: da allora si diffuse il suo impiego anche per tutti i prodotti alimentari in generale. Le ragioni di una tale scelta sono da ricercare nelle qualità che offre il vetro: trasparenza, sicurezza, totale riciclabilità.




La trasparenza del contenitore garantisce al consumatore di verificare l'integrità del suo contenuto, integrità assicurata dalle caratteristiche di conservazione del vetro. Il vetro è infatti un materiale inerte dal punto di vista chimico, che non rilascia cessioni a contatto con alcun tipo di alimento, per quanto aggressivo possa essere, come i prodotti con elevato tasso di acidità (passate e derivati, sottaceti).




L'inerzia chimica, essenziale per il recipiente destinato a contenere alimenti, protegge anche dal rischio infettivo: i microbi dell'ambiente sono naturalmente portati a contaminare i cibi, dove essi trovano condizione di favore per il loro sviluppo, e per tale motivo il contenitore viene sottoposto ad un processo di sterilizzazione, così da non subire alterazioni con il riscaldamento.




Il vetro sopporta senza inconvenienti trattamenti di pastorizzazione e sterilizzazione (condotti rispettivamente a temperature di 60° C e di 120° C circa), diventando così un contenitore assolutamente sicuro e sterile, che elimina ogni problema nella conservazione degli alimenti. Fattori come lo spessore od il colore del vetro consentono poi di conservare prodotti addizionati di anidride carbonica, con pressione fino a 2 o 3 atmosfere, anche in condizioni non ideali, quali esposizione al sole o a fonti di calore, mantenendo inalterate le proprietà del contenuto.




L'inerzia chimica, l'impermeabilità ai liquidi e ai gas e la stabilità sono le caratteristiche che rendono il vetro, materiale millenario, il contenitore principe per la conservazione igienica e duratura di qualsiasi alimento.
Il vetro è anche una vera e propria scelta di packaging che permette, attraverso un design personalizzato del prodotto, di distinguerlo dalla concorrenza, creando una riconducibilità immediata alla marca.




Le nuove forme e colori, ma anche le diverse capacità, conferiscono un carattere di originalità: è il caso dei succhi di frutta, delle acque minerali, dei nuovi mix RTD (ready to drink, mix di vodka o rhum e frutta) ed in generale di tutti i prodotti che hanno come destinazione la ristorazione o i bar, luoghi in cui il drink non è solo dissetante, ma secondo le nuove tendenze, diventa espressione di uno stato di benessere e di modernità.

        

La scelta del vetro è anche una scelta responsabile, di rispetto dell'ambiente. Una bottiglia, se rifusa nel forno di una vetreria, dà luogo ad un'altra, con le stesse caratteristiche qualitative della precedente. Una riciclabilità totale che permette un notevole risparmio energetico nella fase di fusione. Il vetro conquista così la fiducia dei produttori alimentari, presentandosi con un invidiabile curriculum, caratteristiche che, secondo un sondaggio dell'Unione Nazionale Consumatori, sono percepite positivamente anche dalla totalità dei consumatori finali.

Fonte foto: Agenzia Creativando-By srl.

Risultati Indagine sulla conoscenza delle caratteristiche dei contenitori alimentari Unione Nazionale Consumatori

1) Quale materiale ritiene sia più affidabile dal punto di vista igienico-sanitario?




2) Quale tipo di materiale ritiene consenta una migliore conservazione degli alimenti?



Considerando l'aspetto ecologico, riferito allo smaltimento dei rifiuti, il 73,4% degli intervistati considera eccellente la possibilità di riutilizzo e di riciclabilità del vetro.
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