|
Organizzazione
RAPPORTI CON IL TERRITORIO: CONVENZIONI CON I COMUNI - D.M. 4.8.'99
Il CO.RE.VE. sottoscrive due tipi di convenzioni con i Comuni o loro gestori
delegati.
Il primo tipo di contratto (nel seguito denominato convenzione tipo 1)
prevede la consegna da parte del Comune o gestore delegato del vetro “tal
quale” ovvero “grezzo” (tale vetro viene affidato dalle vetrerie
cofirmatarie della convenzione alle aziende di recupero/trattamento del vetro
che lo trasformano in vetro “pronto al forno”, ovvero in una materia
prima seconda per vetrerie).
Il secondo tipo di convenzione (nel seguito denominata convenzione tipo 2)
viene stipulata esclusivamente con gestori delegati che sono anche aziende di
recupero del vetro. In questi casi il materiale consegnato è già vetro “pronto
al forno”.
Complessivamente, attraverso le convenzioni sono state ritirate 776.100 tonnellate
di rifiuti di imballaggio così articolate:
- convenzioni tipo 1 (riguardanti il vetro “grezzo”):
456.096 t.;
- convenzioni tipo 2 (relative al vetro “pronto al forno”):
150.695 t. (corrispondenti a 171.470 t. di vetro grezzo)
Nel corso dell’anno 2006 si è verificato un incremento dei Comuni
convenzionati (+12%) con una crescita della popolazione coinvolta di circa
3.300.000 abitanti (+ 11% della popolazione servita).
Tenendo conto dei dati relativi alle convenzioni stipulate negli anni precedenti,
e tuttora attive, attualmente il Coreve gestisce complessivamente il ritiro
dei rifiuti di imballaggio in vetro raccolti in modo differenziato in 4.299
Comuni (oltre il 53% del totale), con una popolazione coinvolta di oltre 34.000.000 di
abitanti, corrispondente a circa il 59% della popolazione italiana.
Rispetto al 2005, si sono aggiunti 475 nuovi Comuni, dei quali più della
metà sono ubicati nel mezzogiorno.
Circa la metà del materiale ritirato dai Comuni convenzionati proviene
dalla raccolta monomateriale del vetro mediante campane stradali; con esiti,
da un punto di vista qualitativo, adeguati alle necessità tecnologiche
dell’industria del riciclo.
Di contro, abbiamo purtroppo riscontrato diversi problemi con il materiale
proveniente da altre tipologie di raccolta, in particolare quelle “multimateriale”,
che necessariamente richiedono la preselezione dei materiali. Come è noto,
il processo di preselezione è generalmente svolto secondo il principio
dell’estrazione degli altri imballaggi dal vetro; questo comporta che il
vetro preselezionato rimanga inquinato da tutti i materiali estranei (rifiuti,
ceramica, ecc..) non intercettati con le operazioni di cernita. Ad aggravare
ulteriormente la situazione, a causa delle numerose movimentazioni cui è sottoposto
il materiale, interviene l’elevato grado di frantumazione del vetro,
che accresce fortemente l’incidenza della frazione fine < 15mm, che
non può essere riciclata come rottame “pronto al forno” e
va recuperata alternativamente, con ulteriori processi, o smaltita in discarica.
In più occasioni, il CO.RE.VE., proprio sul materiale già sottoposto
a precernita, ha accertato che dalle operazioni di trattamento derivano
scarti spesso superiori al 30% del materiale complessivamente introdotto nell’impianto.
ALTRE AREE DI ATTIVITÀ
Oltre alle consuete attività istituzionali di comunicazione e
formazione sul territorio in collaborazione con enti, istituzioni, amministrazioni
e operatori di settore (sensibilizzazione dei cittadini; supporto alla
raccolta differenziata monomateriale del vetro; sostegno delle campagne
di comunicazione dei convenzionati; redazione di articoli, editoriali e
pubblicazioni sulla stampa specializzata e non; partecipazione a fiere,
convegni e conferenze; etc.) il Co.Re.Ve. ha, da sempre, scelto di focalizzare
la propria attività di sensibilizzazione sulla scuola.
Per quanto riguarda le modalità di promozione e formazione nel mondo
scolastico, il Consorzio ha, da questo anno, sostituito con una nuova iniziativa
la tradizionale e collaudata formula dei seminari tenuti in collaborazione
con Assovetro e la Stazione Sperimentale del Vetro di Murano, che fungevano
da corsi di aggiornamento dedicati al corpo docente delle scuole elementari,
medie e superiori. Organizzati con il Ministero della Pubblica Istruzione
per diffondere l’informazione tecnico-scientifica sulle tematiche
igienico-sanitarie dei contenitori per alimenti in vetro, sulle politiche
di prevenzione sostenibili, sulla raccolta differenziata, sul recupero
e riciclo dei rifiuti di imballaggio in vetro, i seminari hanno sempre
posto una particolare attenzione ai risparmi di materie prime e di energia
conseguibili attraverso le corrette modalità di gestione dei rifiuti,
nonché ai conseguenti riflessi ambientali ed economici ad esse attribuibili.
Tali corsi, validi quali crediti formativi per il corpo docente, iniziarono
nel lontano 1988 nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra il
MIUR e Confindustria per volontà dell’Industria del Vetro
cavo meccanico e hanno permesso di coinvolgere, durante il loro intero
arco temporale, più di 21.500 insegnanti e di “raggiungere” e
informare approssimativamente un milione e trecentomila alunni in tutta
Italia.
Il nuovo Progetto di comunicazione a concorso rivolto alle scuole medie,
dal titolo “Message in a Bottle”, non vuole solo informare
gli alunni ma intende coinvolgerli attivamente all’interno del
processo di comunicazione, affidando la divulgazione del messaggio proprio
a chi ne è il destinatario, trasformando gli alunni da fruitori,
più o meno passivi, in fautori del messaggio: la classe si trasforma
così in una vera e propria agenzia che, appresi tutti i segreti
del mondo della pubblicità e dell’arte del comunicare nel
modo corretto, può ideare una appropriata campagna di sensibilizzazione
sulla ricchezza del vetro e sull’importanza del riciclo. Al termine
del percorso, ogni classe può partecipare al concorso “Agenzia
di Classe” inoltrando i propri elaborati, articolati nei diversi
supporti (stampa, affissione, radio, tv o web), che verranno valutati da
una giuria di esperti e infine premiati.
Anche nel 2006 l’attenzione di CO.RE.VE. per le regioni del Paese
in emergenza rifiuti si è concentrata, mediante l’impiego
di mezzi e risorse straordinari, sul miglioramento quantitativo e, soprattutto,
qualitativo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio in
vetro necessario in quelle aree. È proseguita anche l’attività di ricerca per valutare l’impiego
del rottame di vetro di scarto come inerte nell’edilizia, nei lavori
stradali e come materia prima nella fabbricazione di laterizi e di prodotti
ceramici. La possibilità di recuperare anche questi scarti è particolarmente
interessante perché permetterebbe di integrare il flusso tradizionalmente
avviato al cosiddetto riciclo “chiuso” in vetreria, già ad
alta resa, perseguendo anche le alternative di riciclo “aperto” più valide
in settori produttivi diversi da quelli cui originano i rifiuti.
Numerose e varie sono ormai le pubblicazioni e gli studi scientifici, completati
nel corso degli ultimi anni, con i quali è stata ampiamente dimostrata
da diversi autori la possibilità di sviluppare una vasta gamma di
validi impieghi del rottame di scarto: dalla sostituzione dei materiali
inerti tradizionali in molteplici comparti produttivi, all’inertizzazione
dei rifiuti speciali più pericolosi e perfino alla possibile successiva
valorizzazione, in sicurezza, del vetro così prodotto. In particolare,
nel corso del 2006 il Co.Re.Ve. ha concluso con successo, in collaborazione
con la Stazione sperimentale del Vetro, il Centro ceramico di Bologna e
il CO.BAT. (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste), l’iniziativa
sperimentale biennale volta ad utilizzare gli scarti vetrosi nell’inertizzazione,
tramite un processo di vetrificazione, della scoria proveniente dal trattamento
di rifusione del piombo estratto dalle batterie esauste con successiva
valorizzazione del vetro prodotto nel settore dei laterizi “fonoassorbenti” destinati
a pareti interne e muri divisori di ospedali, scuole, ecc.


|
|